—Sì, ero assai giù di salute, in quei giorni, e sono molto più gravemente infermo ora. Avevo bisogno di vederti, sai qui sono abbandonato, tradito da tutti; nessuno mi ama.

—Oh, buon nonno, perchè non mi avete fatto chiamar prima? Il vostro Luigi sarebbe corso al vostro capezzale e vi avrebbe consolato nella vostra malattia.—

La cortese arrendevolezza del giovine giungeva perfino a fargli mutare il proprio nome. Il vecchio banchiere non aveva mai voluto acconciarsi alla aristocratica forma del nome di Aloise, e soleva dire che era una caricatura come tante altre; che Sant'Aloise non si riscontrava nel calendario, sibbene San Luigi, e che questo doveva essere il vero nome di suo nipote, senz'altre storpiature nobilesche.

Qualcheduno s'era provato a fargli notare che il nome di Luigi aveva avuto più storpiature d'ogni altro, e tutte ugualmente ragionevoli secondo i paesi; che il Clovis, il Clodoveo, il Lodovico, il Luigi, l'Alvise, l'Aloise, e tanti altri, erano tutte varianti del vecchio __Luduig__ teutonico. Ma il vecchio Vitali proseguiva a chiamarla una caricatura, e ne toglieva argomento a celiare sul suo nobilissimo genero e sulla sua nobilissima figlia, i quali, con tutta la loro nobiltà, s'erano ridotti al verde.

Aloise sapeva ciò, e per contentarlo trasformava il proprio nome secondo il capriccio bisbetico del vecchio.

—Qui siete in mano di gente prezzolata,—disse egli, di gente che vi sta intorno per il vostro danaro.

—Sì, è vero,—esclamò con accento malinconico il banchiere,—e taluni non desiderano altro che la mia morte…. Oh, non ne far le maraviglie, io so quello che dico.

—È una brutta cosa, se ciò che dite è vero. Ma voi per buona ventura non morrete; siete vegeto ancora e potete giungere ad una età molto tarda.

—Dici da senno?—proruppe l'infermo, a cui scintillarono gli occhi nelle loro orbite incavate.—Credi davvero che io possa vivere molto?

—Ma certo! Voi stesso potete persuadervene di leggieri; la malattia non vi ha punto disfatto.