—Mio buon nonno!
—Ah, finalmente, sei tu, Luigi?—disse il vecchio con quella dolce lentezza di parole che è una prerogativa degli infermi.—Lascia che ti contempli un poco.—
E così dicendo tentava di sollevarsi un tratto sui gomiti, ma senza venirne a capo.
—Aspettate, nonno; non vi affaticate senza pro'. Io stesso vi adagerò come volete.—
E postegli le braccia intorno al petto, lo sollevò dolcemente e gli ricompose per benino i guanciali sotto le spalle; dopo di che si fece a dimandargli:
—Vi sentite meglio così?
—Sì, adesso che ti vedo, mi pare di star meglio. Come somigli a tua madre!
—Mia madre! Ella vi ha sempre amato, buon nonno; credetelo pure. E se voi non avete potuto venire al suo letto di morte, ella non ve l'ha mica apposto a difetto di amorevolezza per lei. La vostra età avanzata, i vostri negozi, non vi consentivano certamente di venire fin lassù, alla Montalda.—
Così chiamavasi, per corruzione popolesca del nome della famiglia, il castello dei Montalto in Polcevera.
Il vecchio, che era rimasto sovra pensiero al ricordo della figlia, colse la scusa che gli aveva profferta nobilmente Aloise, e rispose: