Il vecchio, a cui il medico s'era appressato, aperse gli occhi che teneva chiusi per la stanchezza.
—Voglia scusare la mia curiosità;—gli disse il Mattei,—le hanno applicate mignatte?
—Oh, molte, molte!—rispose sospirando l'ammalato.
—Vedete?—soggiunse il medico, volgendosi ad Aloise;—io non m'ero ingannato. Questi polsi frequenti, depressi e quasi filiformi, questa prostrazione generale di forze, mi avevano aria di derivare da qualche cagione più forte che non fosse il solo estratto di acònito. E probabilmente lo avranno tenuto a dieta rigorosa….
—Molto, molto rigorosa!—soggiunse il Vitali, ch'era tutt'orecchi ad ascoltarlo.
—Di bene in meglio!—ripigliò il Mattei.—Estratto di acònito, mignatte e dieta! Ma che cosa vogliono, questi signori?
—Che cosa vogliono?—rispose Aloise.—Ve lo dirò io. Vogliono che mio nonno faccia testamento.
—Ah! ah! testamento? Ed io vi prometto, Aloise, che se il signor
Vitali vuol fare a modo mio, li corbellerà tutti ben bene.—
A quelle parole il volto dell'infermo si colorò leggermente, e gli balenarono gli occhi. Il Mattei, che le aveva pronunziate voltandosi a lui, si fece al capezzale e gli strinse affettuosamente la mano.
—Anzitutto,—diss'egli,—qui bisogna mutar registro addirittura.