—Oh no, signor dottore. So pure che Ella è un uomo per la quale, e non vorrà giovarsi di queste cose a fin di male. E poi, sono certi segreti, che ognuno li conosce a menadito.

—Io, per esempio,—disse il Collini, che cominciava a stizzirsi di tanti preamboli,—non ne so ancor nulla, ed e per questo che vi dò dugento lire al mese.

—Via, non si scaldi!—rispose il Bello, arrossendo un poco;—le dirò tutto quello che so. Gli è fino dell'anno scorso che se ne parla. È un disegno nato nel cervello di parecchi popolani.

—E non vi sono capi?

—Cioè…. Non ho detto che non ce ne siano. Da principio quella gente operava di suo capo; ma poi se ne apersero con Giuseppe Mazzini, il quale è venuto a bella posta in Genova.

—Quando?

—Oh, alcuni mesi or sono, e adesso deve tornare.

—L'avete veduto, voi?

—Io no; ma lo seppi, quando c'era, e parecchi furono a vederlo. Il disegno da prima non gli andava a' versi; ma quando gli fu detto degli apprestamenti fatti, del gran numero di uomini sui quali si poteva contare, se ne capacitò. Si tennero molte conferenze, e fu nominato, sotto la sua direzione, un comitato misto di artigiani e di signori, per dividersi il lavoro e provvedere a tutte le occorrenze.

—E il danaro? Senza danaro non c'è musica; lo saprete pure!