—Suvvia!—disse il Collini.—Che cosa vi ho mai rifiutato, io? Non sono ricco, e mi levo, sto per dire, il pan di bocca per voi. Volete di più? Fin dove la mia borsa consentirà che io giunga nello spendere, giungerò. Eccovi intanto questi altri sul conto.—

E così dicendo, il Collini, posto mano al portamonete, ne cavò fuori un biglietto rosso che diede al Bello, e che questi, non che ricusarlo, si affrettò a mettere in tasca, accennando al Collini che parlasse più sommesso, per non essere uditi da quella colomba di sua moglie.

—Che cosa?—disse il Collini.—Vostra moglie non sa nulla….

—Nulla, signor dottore. Le ho detto che dovevo farle servizio in una certa faccenda; ma ella non s'immagina che Vossignoria mi abbia a dare la croce di un quattrino. Per dinci, se lo sapesse, sarebbe donna da voler la sua parte.

—Mentre in cambio voi volete la vostra di quelli che essa guadagna.

—Eh, signor dottore, come fare? Perdo sempre, a quel maledetto giuoco! E poi, alla mia età, bisogna bene che mi dia un po' di bel tempo.

—Avete ragione; tristo chi non sa pigliare il mondo pel suo verso. Ma veniamo al buono, e ditemi tutto quello che sapete.—

Il Bello faceva ancora lo schizzinoso, per non aver l'aria di cedere così presto. C'è il pudore dei bricconi, come quello dei galantuomini.

—Ma gli è…. vede Vossignoria?… vi sono di certe cose!… Alla stretta de' conti, si tratta d'amici, e non vorrei….

—To'! avete degli scrupoli di coscienza?