—Vi ringrazio della storia; ma in fede mia non capisco perchè il signor Bonaventura vi abbia detto di raccontarmela. Conosco la Cisneri; ma che abbia un fante di fiori o non l'abbia, non è cosa che possa premere a me. Vedremo poi, se ci sarà una continuazione; e chi sa che non n'abbia a nascere cosa che torni utile di sapere.

—Certo, signor Magnifico, ed io sarò sempre disposta a dirle ogni cosa. Ma ecco mio marito.—

«Mio marito!» Per dire queste due parole, la signora Momina compose le labbra ad un sorrisetto vanitoso che pareva dicesse: guardate che bell'omino gli è mai!

Ma il Collini non ci badò più che tanto; e dopo aver, risposto ai saluti del Bello, entrò con lui nella camera da letto, dove si sedette e cominciò subito a parlare di cose importanti.

—Orbene?

—Ci siamo;—disse il Bello,—vogliono fare da senno.

—Ma egli, come c'entra?

—A capo fitto; è dei più caldi.

—Ma via, raccontatemi tutto. Dove si radunano? Quali sono i loro mezzi? Che cosa intendono fare?—

Il Bello non rispose a questa furia di domande se non stringendo le labbra più volte, abbassando gli occhi, e simulando l'esitanza di un uomo che sente un po' di rimorso.