E innanzi che avesse potuto misurare la gravità del pericolo, si vide attorniato da un manipolo di soldati.
—Dove va Ella?—chiese il sergente che comandava la squadra.
—Pe' fatti miei;—rispose asciutto Lorenzo.
—Ah diamine, Sal….! siete voi?—gridò, balzando fuori a quelle parole del giovine, un uffiziale che era rimasto alcuni passi indietro.
—Nelli di Rovereto!—sclamò Lorenzo, ravvisando il capitano.
—Sì, per l'appunto, Nelli di Rovereto, che naviga in questi paraggi per comando del suo generale, e non avrebbe a lodarsene punto, se il caso non lo facesse imbattere in un volto d'amico.—
Ciò detto, il capitano si volse al sergente, che si era tirato in disparte co' suoi, per concedere alcuni minuti di riposo, mentr'egli stava ragionando con quel suo conoscente.
—E adesso a noi;—proseguì, tirando Lorenzo sull'angolo della strada.—Dove andate così frettoloso, mio buon Salvani?
—Passeggiavo; lo vedete.
—E avevate paura (scusate, dico paura, così, per modo di dire) e avevate paura dei ladri?