Una scampanellata all'uscio fece star cheto Michele assai più che non facessero i finti sdegni della sua bella ritrosa.
—Chi sarà quest'altro?—diss'egli.
—Certo il dottor Collini;—rispose Marianna.—Lasciatemi andare ad aprirgli; se no il padrone va in bestia.—
Al nome del Collini, Michele aveva dato un sobbalzo. Intanto la donna s'era spiccata di là per correre nell'anticamera. All'aprirsi dell'uscio di casa egli tese l'orecchio, e riconobbe la voce del medico; poco dopo udì aprirsi anche l'uscio dello studio del gesuita, e richiudersi alle spalle del nuovo venuto, la cui voce dava il buon dì al padre Bonaventura.
E in quel mezzo un audace disegno balenò nella mente di Michele.
—Era lui?—chiese a Marianna, appena ella fu ritornata.
—Sì; il dottor Collini per l'appunto.
—E che cosa hanno da fare insieme così spesso?
—Ma!…—disse la signora Marianna, stringendosi nelle spalle, mentre ripigliava il suo ferro da stirare.—Ci avranno delle conferenze di religione.
—E debbono essere molto istruttive!—soggiunse
Michele.