—Sì, neh?—entrò a dire Bibiana, la conversa;—e il bicchier di vino e i cantucci da inzupparvi dentro, che vi si davano ad ogni tanto, non li mettete in conto, bocca mia dolce?

—Mille grazie. Reverendissima!—ribattè l'altro alla conversa, con un piglio ironico che fece increspar le labbra a più d'una di quelle Madri.—Ed Ella non le mette mica in conto, le gazzette che io….

—Basta, basta!—gridò la badessa, dando sulla voce a lui e accennando alla conversa che si tenesse la lingua tra' denti.—Non è da noi il trattenerci qui a garrire con un pari vostro, così indurito nelle male opere.

—Metta che io sia una stiappa di merluzzo;—non potè tenersi dal rispondere il gobbo.

—E bisognerà dare un esempio;—soggiunse la badessa, senza scomporsi.

—Purchè non si tratti d'unghiate, io me la rido;—pensò mastro
Pasquale. E stette imperterrito ad aspettar la sentenza.

—Meritereste di andare a marcire in una prigione;—proseguì la giudichessa;—ma noi non useremo i mezzi della giustizia umana, bastandoci i castighi della divina, che vi attendono, se durate nel vostro peccato. Quella è la porta, e badate! non metterete più piede qua dentro.

—Che io mi possa rompere il nodo del collo se ci torno!—gridò sollevato il legnaiuolo, in quella che sguisciava in mezzo a due file di monache per correre all'uscio.—Se ne cerchino pure un altro, le Signorie loro reverendissime!

—Oh, non ne mancheranno di certo, e più rispettosi di voi;—disse la madre badessa.

—E più timorati di Dio;—aggiunse la madre
Maddalena.