—E meno gobbi!—chiuse la conversa Bibiana, che aveva, come il lettore argomenta, la sua vendetta da fare contro il manigoldo che le aveva data la baia.
Non l'avesse mai detta! Mastro Pasquale, che era gobbo come un dromedario, e da quella parte lì non pativa la celia, si rivoltò come una vipera a cui sia pestata la coda.
—Gobbo a me? Brutte streghe! gobbo a me? Sono i peccati delle Signorie Loro reverendissime, che mi tocca portar sulle spalle, e tutti i giorni s'accresce la soma. Vedete bel modo di trattare i galantuomini! Gobbo a me! Con questa gobba io ho trovato moglie, e Lei colla sua bazza non ha trovato nemmeno un orbo che la volesse per accompagnatura.
—Bibiana,—tuonò la badessa con piglio severo,—quest'oggi e dimani rimarrete a far penitenza. E voi andate una volta, malcreato!
—Ah sì? anche malcreato?—gridò il legnaiuolo, più inviperito che mai, piantandosi vicino all'uscio, come Aiace sul vallo.—A me gobbo? a me malcreato? Streghe, befane, versiere, biliorse, arcaliffe, che nemmeno il diavolo le vorrebbe in cucina per fargli la zuppa! Ma, l'hanno a pagar cara! Venga chi so dir io al comando, e se n'andranno tutte quante in mezzo alla strada, se n'andranno!
—Scellerato! Lo sentite?—esclamò la badessa, volgendosi con aria stupefatta alle suore.
—Sì, e voglio che mi sentano perfino da Mascherona, e dal pozzo di Sarzano!—incalzò il gobbo.—Sì, l'ho detto e lo ripeto, in mezzo alla strada!
—Sta bene,—soggiunse un'altra delle Madri;—intanto andateci voi.
—E non troveranno un cane che faccia loro la limosina di un osso.
—Santa pazienza!—esclamò la Madre Maddalena.