XXII.

Qui si conta del Giuliani, come sapesse afferrar l'occasione pel ciuffo.

Diffatti era lui; il Giuliani lo scorse tra gli alberi, in una insenatura che faceva il sentiero. Egli se ne andava a passi lenti e misurati, col capo chino sul petto, come se volesse contare i ciottoli della strada, verso la casa che si vedeva biancheggiare nel fondo.

Il Giuliani affrettò il passo, per giungergli alle calcagna. Lo sconosciuto lo udì, poichè si volse indietro; e vedutolo, si fermò ad aspettarlo.

—Ella non s'argomentava di vedermi oggi una seconda volta, signor duca di Feira?—

Così disse il Giuliani con piglio tra cortese ed ironico, in quella che si accostava a lui. Lo sconosciuto, così pigliato __ex abrupto__, non fece alcun atto di maraviglia, e sebbene fosse difficile non addarsi del tono con cui gli aveva parlato il giovinotto, non parve darsene pensiero, poichè gli rispose con nobile serenità.

—Certo, oltrepassato il palazzo, non pensavo di averla più ad incontrare. Ma poichè Ella ha voluto giungere fin qua, tanto meglio, potremo parlar più tranquilli.—

A queste parole dovette maravigliare il Giuliani.

—M'aspettava?—diss'egli tra sè.—Dopo tutto, perchè no? Egli doveva capire che quando c'era un terzo in un segreto, non si può rimanere senza invitarlo a dichiararsi, pro o contro.—

Intanto che così pensava, il Giuliani rispondeva con un mezzo inchino alle parole del duca, e gli si metteva a pari, per andar di conserva.