—Lo so;—disse il duca.
—Orbene,—proseguì il Giuliani,—se Lorenzo è tre volte perseguitato, è anche tre volte difeso; difeso da noi, giovani suoi pari, inesperti se si vuole, ma volenterosi, ma ardenti, e sorretti, se non da soverchio di forze nostre, dalla stessa bontà della causa.
—Lo so;—disse ancora il duca.—Non m'è ancora ben noto tutto quanto questi prodi amici hanno fatto per lui; ma quello che io ne ho in parte udito e in parte indovinato, me li fa grandemente stimare. L'amicizia, a parer mio, dovrebb'essere sconfinata come l'amore, e aver la medesima impresa: «__O tutto, o nulla__».
—Così la penso anch'io;—soggiunse il giovinotto.—Ma così pensando, non vi parrà strano che io venga da voi, e vi dica: signor duca di Feira, che fate quassù, solitario, incognito, per questi greppi? Buon padrone di rimanere dovunque vi piaccia, ma non già di farvi tanto intrinseco di un perseguitato, d'un fuggiasco, da ottenerne l'affetto e la fede.—
A quella sfuriata del Giuliani, il duca non rispose parola. Egli era rimasto sovra pensieri, col gomito puntellato sulla sponda di una tavola presso cui era seduto, e la palma della mano di rincontro agli occhi, in atto di profonda meditazione.
—Ecco,—proseguì il Giuliani, non udendo risposta;—la mia schietta domanda vi annoia.
—No, no, giovinotto!—disse allora il duca, scuotendosi.—Che cosa m'impedirebbe di sviare onestamente la vostra curiosità, e di fare intendere che la vostra dimanda è…. inopportuna? No, non mi annoia la vostra richiesta, nè mi mette in angustia. Io penso in quella vece, e con rammarico, che non posso rispondervi, e che vorrei esserne scusato presso di voi.—
Il Giuliani rimase un tratto senza parlare; ma i suoi occhi non si tolsero un istante dal volto del duca. Egli si sarebbe detto, a vederlo, che il giovine volesse penetrare a forza ne' più segreti recessi di quell'anima così saldamente chiusa ai profani. Ma nulla gli valse lo sguardo scrutatore; e intanto, poichè la battaglia era incominciata, bisognava andar oltre. E come? Il duca di Feira non era un uomo volgare, con cui scendere alle minacce; era un gentiluomo, era un vecchio al paragone di lui; l'incalzarlo ancora, senza l'aiuto di qualche sfumatura, di qualche artifizio oratorio, sarebbe parso atto di scortesia, e il Giuliani ben ne vedeva il pericolo.
—Tolga il cielo,—diss'egli, che aveva finalmente trovata la frase,—che io dimentichi il rispetto dovuto al vostro carattere. Siete voi persuaso, signor duca, che io, proseguendo, non ho in animo di usarvi irriverenza?
—Lo credo fermamente,—rispose il vecchio gentiluomo,—e abbiatene la migliore testimonianza nello avervi io ascoltato fin qui come si ascolta un amico, sebbene voi non vogliate avermi per tale.