—Orbene?—domandò il marchese, che seguiva ansioso degli occhi tutte quelle inutili operazioni.
—Non c'è più rimedio;—rispose il Collini;—il cuore ha cessato di battere.
—Ma questo rantolo….
—È un po' d'aria rimasta nel polmone, che si va sprigionando, e rompe alcune vescichette mucose.
—Ma che cosa sarà mai, che lo uccide?
—Un colpo d'apoplessia. Non vede Ella questa contrazione delle labbra, questi occhi arrovesciati, e questi punti neri sulla faccia? C'è un versamento sanguigno. Se si potesse vedere sotto quel cranio, si scorgerebbe la rottura di un senso venoso del cervello, avvenuta per un afflusso improvviso, impetuoso, irresistibile, di sangue alla testa.
—Ma come? Perchè?—dimandò esterrefatto il marchese.
—Il nostro amico ha patito troppo orgasmo in brev'ora. I vasi portatori della vita hanno condotto una soverchia quantità di umore all'encefalo. Ciò avvenne in un impeto d'ira, o d'angoscia? Chi lo sa? Comunque ciò sia, il colpo è stato così violento, che il rigurgito del sangue dal cervello al cuore non è più stato possibile. Un eccesso di vita lo ha ucciso.—
Diffatti, Bonaventura Gallegos, il forte lottatore, il capitano dei neri, il fiero amante, il persecutore di Lilla di Priamar, non era già più. Il freddo della morte gli irrigidiva le membra.