Il marchese Antoniotto aveva un suo modo particolare di manifestare la sua scontentezza; ma quel modo non si poteva usare con la marchesa Ginevra, come con la gente di servizio, o con altra classe dei suoi dipendenti. Perciò il tiranno di Quinto si chiuse in un mutismo, che non era senza una cert'aria di dignità, e diciamo pure di grandezza. Ma il giorno seguente, essendosi sparsa la voce del duello e della morte del signor di Montalto, il marchese Antoniotto non ebbe bisogno di sapere più altro; e stette più duro che mai.
La spiegazione domestica, per altro, non poteva farsi troppo aspettare; e venne infatti, dopo una diecina di giorni. Più lente a venire furono le conseguenze di quella spiegazione. Anche più lente le avrebbe volute il marchese Antoniotto; per togliere ogni appiglio a sospetti, a ciarle di scioperati, consigliava di non chiuder l'uscio ai piccoli ricevimenti, e di far buona cera alle visite. Ma sarebbero state ipocrisie; la marchesa Ginevra non ne volle sapere. Così venne la necessità di una risoluzione ardita: lei, per ragioni di salute, all'aria delle Langhe, nel suo castello di Valcalda; egli, per ragioni di studio, nella villa di Quinto.
Ciò che avvenne di lui s'è già visto; di lei si può aggiungere che dal suo castello, diventato convento, non uscì più fin che visse, tranne due volte l'anno, per giungere alla stazione di Pontedecimo, e salire di là fino alla Montalda. Per il primo anno ebbe il duca di Feira, ospite cavalleresco, e compagno premuroso nella visita alle tombe dei Montalto: lui morto indi a poco, ebbe ospiti cortesi i Salvani, che l'accompagnavano fino all'ingresso della chiesina di famiglia, lasciandola sola lunghe ore davanti alla tomba di Aloise.
E così fu per quindici anni ancora. Poi, ella non apparve più. La bella Ginevra dagli occhi verdi, la più ammirata tra le belle di cui Genova andò sempre meritamente superba, era morta. Felice anche lei! Tardi, ma in tempo per elevarne lo spirito, si era animato il suo cuore.
FINE DEL SECONDO ED ULTIMO VOLUME.
INDICE DEL SECONDO VOLUME.
I. Di ciò che avvenne e di ciò che non avvenne la
notte del 29 giugno Pag. 3
II. Dove si legge come andasse a finire l'impresa
di Lorenzo Salvani » 10
III. Di una corte d'amore, la quale fu tenuta nel secolo
decimonono » 21
IV. Qui si racconta di Goffredo Rudel, come per
amor si morisse » 34