—Non Aloise;—mormorò egli poscia.—Goffredo…. Goffredo Rudel! La contessa di Tripoli, pietosa, è venuta a consolare gli ultimi momenti del suo servo fedele.

—Fedele, sì, ma senza fede in lei!—diss'ella, con accento di dolce rimprovero.—Che idea, questo duello!

—Dica questo suicidio!—esclamò il Mattei, traendosi indietro, con le palme alla fronte.

—Ah, il cuore me lo diceva, pur troppo!—gridò la marchesa, impallidendo.—Come tutto ha concorso ad ingannarlo! Ed anche io, conoscendoti male, mi ero tanto ingannata! Aloise, dimmi che mi hai perdonato!

—Vi adoro;—rispose il giovine, con un filo di voce, in cui si raccoglieva tutta l'anima sua.

E le sue labbra, già fatte smorte, si muovevano implorando. E sovr'esse intendendo la muta eloquenza dell'atto vennero ardenti a posarsi le labbra di lei.

—Sono felice;—diss'egli.—Come è più dolce, ora, il morire! Sia ringraziato il Signore della misericordia, ed accolga l'anima mia!—

Il doloroso momento si avvicinava. Una spuma rossastra apparve sulle labbra del giacente; al sommo del petto un tremito violento e continuo indicava gli sbalzi del cuore, così rapidi e pazzi, sul punto di ridursi all'inerzia finale. Ancora una volta il morente tentò di aprir gli occhi; ma non gli venne fatto che a mezzo, e le sue mani si irrigidirono in una stretta suprema su quelle di Ginevra. Era l'addio della partenza. L'ultimo raggio del sole si nascondeva dietro il colle di Coronata, e l'anima di Aloise di Montalto fuggiva da quelle labbra smorte che il bacio di madonna Ginevra aveva poc'anzi allegrate, premiando l'amor più profondo e più forte che mai sentisse il cuore di un uomo.

La povera Ginevra fu tratta a forza di là dal Mattei, e ricondotta in città dal duca di Feira, che seppe dominare il suo profondo dolore per confortare l'altrui. Il vecchio gentiluomo era avvezzo oramai a soffrire. Andò dunque al suo ufficio di pietà e di cavalleria: lo aspettassero i dolenti amici alla villa Riario, dove sarebbe ritornato sollecitamente all'obbligo suo.

Di ciò ch'era venuto, dopo lo scontro fatale, fu giurato da tutti i presenti il segreto: anche per qualche tempo fu mantenuto, e quel tanto che ne sfuggì poi alla discretezza di alcuni, fu piuttosto vagamente accennato che detto. Ma qualcheduno, e in quella medesima sera, dovette pur chiedere perchè la marchesa non fosse in casa per l'ora del pranzo, e perchè, tardi arrivata, si chiudesse nelle sue camere, non volendo veder nessuno, negando di dar ragguagli, sdegnando di scendere a giustificazioni.