—Ma non avara di lusinghe pel nostro provenzale;—soggiunse il Cigàla.—Egli certamente avrà fatto dar volta al cervello di molte __ladies__!
—Può darsi;—soggiunse, continuando, Aloise:—«Quel che avvenisse alle dame inglesi non so; ma posso starvi pagatore che Goffredo Rudel non n'ebbe il cuore commosso, e in quella vece s'accese del più gagliardo affetto che uomo sentisse mai, per una donna la quale egli non aveva mai vista, per la contessa di Tripoli, la quale viveva nella sua corte, sulle spiagge di Soria. Innamorarsi di veduta, è cosa agevole e naturale; innamorarsi d'udita, è cosa strana, che molti stenterebbero a credere. Ma che volete? Udendo dai pellegrini, che tornavano da Terrasanta, narrare i pregi della contessa, celebrare la prestanza delle forme, la soavità dei modi, l'ingegno acuto, e virtù d'ogni maniera che la facevano superiore all'altre dame del suo tempo, il povero trovatore tanto se ne invaghì, che non ebbe più pace. E certo quel suo insolito e strano amore diventava la favola di tutta la corte d'Inghilterra, se le canzoni che egli scriveva in lode della lontana sua dama, della sconosciuta beltà, destando l'ammirazione universale, non avessero fatto tacere il sarcasmo.»
—Voi pure ammettete,—interruppe Ginevra,—che fosse strano non poco, questo amore d'udita?
—Non lo nego; sebbene, a que' tempi, la cosa poteva parere meno bizzarra. Le cronache provenzali ci hanno conservata una tenzone tra due poeti, Gerardo e Peronetto, intorno alla quistione, chi più ami la sua dama, se il presente o l'assente, e chi più possente amore introduca, o il cuore o gli occhi.
—Questione difficile!—notò il Pietrasanta.—Che ne pensate voi, signora?
—Io tengo per gli occhi;—rispose arrossendo la Giulia, a cui la dimanda era rivolta.
—E voi?—chiese il Cigàla, alla Torralba.
—Pel cuore;—rispose la soave Maddalena.
—Ed io per tutti e due!—sbruffò il lezioso De'
Carli.
—Ma come fu sciolta la questione, allora?—chiese Ginevra, per dar la parola di bel nuovo al narratore.