—__Et vidit Deus quod esset bonum;__—soggiunse l'impenitente latinista Giuliani.

—Questo non so;—proseguì capitan Dodero,—la variante non lo dice. Questo so bene che essa ci chiarisce come e perchè la donna nascesse molto più astuta dell'uomo, e come il serpente trovasse il terreno già preparato, quando le entrò del negozio del pomo.

—È grossa, capitano, è grossa!—esclamò l'avvocato Emanuel.

—Che volete, amici? Non l'ho mica inventata io. Ve la racconteranno tutti i contadini di Quinto, dai quali l'ho raccolta, e che forse l'avranno avuta dal parroco.

—Fortuna per te, che non ci siano donne ad udirti!—gridò il
Lorenzini, copiando a suo modo una frase del Giuliani.

—Che! in fondo in fondo, possiamo esser d'accordo, poichè tutt'e due ammettiamo il soffio di Dio. Quanto alle donne, esse potrebbero risponderci che tra una coda di volpe e una costa d'uomo non c'è poi quella gran differenza, da doversene dar briga.

—L'uomo è un brutto animale; non l'ho sempre detto io?—gridò il giornalista.

—Parla per te, Giuliani!—disse di rimando il
Contini.

—Ah sì, scusate, dimenticavo…. l'Apollo del Belvedere,—prosegui il Giuliani ridendo.—Ma, in fede mia, non avete notato voi altri che nella specie umana occorre tutto il contrario delle bestie? Tra esse, nessuna eccettuata, il maschio è più bello della femmina; uccello, ha più varietà di colori nelle penne, ciuffo e coda più appariscenti; leone, ha più criniera; tigre, ha più chiazze sul mantello, e va dicendo. Solo nella nostra specie avviene che la femmina è più bella, più graziosa ne' suoi contorni, più bianca nella sua carnagione, più elegante nelle sue movenze, più gradevole insomma a vedersi….

—E a toccarsi;—aggiunse il Contini.