All'udir scendere quella lieta brigata che la faceva pisolare ogni notte a quel modo, la povera ostessa aperse gli occhi e mise un sospiro.

—Sospira per me?—chiese il Contini, accostandosi al banco.

—Sì, per l'appunto;—rispose l'ostessa,—e penso che non vorrei esser sua moglie per tutto l'oro del mondo.

—E perchè, di grazia?

—Perchè? Ma le par ora, questa, di andare a casa?

—Brava! appunto perchè non ci ho persona ad attendermi sulle celibi piume. Se sapesse com'è triste a vedersi, il letto d'uno scapolo! Vuol forse vederne uno?

—Vada là, vada là, buona lana!

—Non vuole? Ha torto. La cosa meriterebbe d'esser veduta.—

E ridendo a crepapelle, il più matto dei Templarii seguitò l'amico Giuliani, non senza aver stretto la mano agli altri colleghi e ricevuti i loro augurii per la magna impresa fantasticata dal giornalista.

Rimasti in due, tirarono diritto pel vicolo della Casana, e di là fino a Campetto. S'intende che il Giuliani guidava, e il Contini teneva dietro, non sapendo ancor nulla dei disegni dell'amico.