Il Bello accennò col capo di sì, non sapendo dove il giornalista volesse andare a parare.

—Orbene, Garasso,—proseguì il Giuliani,—noi andiamo ambedue del medesimo seme; E non facciamo un buon punto, nè voi, nè io, poichè, a quanto pare, un altro aveva già in mano la donna.

—Che vuol dire Ella con ciò?

—Che la donna non c'è, e non ci resta altro che andare a monte, o aspettarla allo scarto.—

Senza fermarsi a gustare quella metafora continuata del suo interlocutore, il Bello si mosse per andare alla camera letto. Girò la maniglia, aperse l'uscio, e vide la camera vuota.

—Uomo di poca fede!—gli disse il Giuliani.—Perchè avete voi dubitato!

—E dov'è?—chiese il Bello.

—Non ve l'ha detto Gabrina? È uscita. Ma venite qua; possiamo aspettarla. In due sarà meno fatica. Consolatevi, poi, che non vi sono rivale, ed ero venuto a bella posta per voi.

—Per me?

—Sì, per voi, col quale ho da ragionare di cose gravi. Non vi stringete nelle spalle; io so bene che siete uno dei grossi.