—Benissimo! La pagherà!—soggiunse egli recisamente, senza muoversi da quella postura.
—Ma io mi raccomando, signori, non mi tradiscano!—gridò il Garasso.—Quell'uomo è potente; loro signori non lo temono, ma a me può far male e di molto. Per carità, signor Giuliani, Ella è uomo d'onore…. Non mi rovini!
—Questo vedremo; dipenderà anzitutto dalla tua parlantina. E le carte che erano in quel cofanetto, chi le ha?
—Lui, lui, che era venuto, per maggior cautela, ad aspettare con me l'esito del colpo nella casa del Ceretti.
—Del Ceretti? Chi è costui?
—Il padrone della casa ove abitano i Salvani.
—E come c'entra che il tuo gesuita avesse posto colà il suo quartier generale?—
Messo per tal modo alle strette, il Bello raccontò per filo e per segno ogni cosa. Tanto, poichè aveva cominciato, meglio valeva il finire, e mettersi quanto più poteva in grazia a quei due, non giudici, animali feroci.
Così narrò dell'Arturo Ceretti, di quel Ganimede da dozzina, e delle pretensioni che aveva presso la sorella adottiva di Lorenzo Salvani; come fosse respinto da lei e picchiato dal servo Michele; come questi avesse cantato, ed egli, Garasso, per far servizio al gesuita, gli avesse recato in mano quest'altro filo della sua trama tenebrosa; la quale doveva riuscire al colpo della falsa perquisizione e al furto della cassettina d'ebano.
Ma qui si fermavano le notizie del Bello. Egli non sapeva che diamine di segreto si racchiudesse in quel cofanetto; padre Bonaventura lo aveva preso dalle sue mani, e se n'era andato sollecito. Nè altro sapeva della fanciulla, nè della signora che era andata in quella medesima notte a levarla di casa. Ogni più ragionevole congettura faceva credere che il vecchio suo compagno fosse il gesuita medesimo, o che per lo meno quel secondo colpo fosse una conseguenza del primo; ma questo poteva argomentare facilmente di per sè il Giuliani, senza mestieri delle induzioni del Bello. Questi infine non sapeva altro; lasciato il padre Bonaventura, congedati gli apocrifi carabinieri, se n'era andato pe' fatti suoi, a vedere i suoi __amici politici__, perchè egli in fondo in fondo era un buon patriota (diceva lui) e se per sue strettezze domestiche avea fatto quella azionaccia, della quale si pentiva amaramente, era nondimeno devoto alla buona causa, e voleva fedelmente servirla.