—Oh, io non voglio saperne a nessun prezzo, del suo; non voglio avere a che fare con uomini della sua risma; se ne vada per dove è venuto.
—Virtù, dove diamine sei venuta a ficcarti!—borbottò tra' denti il
Giuliani.
Quindi, volgendosi al Bello, gli disse:
—Sicchè, Garasso, per questa notte potrete riparare all'ombra amica del talamo.
—Sì, vado!—ringhiò, stringendo i pugni,
quell'altro.—
Il Giuliani, per farla finita, lo condusse sull'uscio dell'anticamera.
—Gabrina,—gridò egli, che non sapeva piegar la lingua al nome di
Rosa,—Gabrina, fategli lume!
—Non occorre, signor Giuliani, non occorre;—disse il Bello, col medesimo accento di prima.—Ella me l'ha fatta da galeotto.
—A marinaro, Garasso; da galeotto a marinaro; non vi lagnate. Sta in voi che non v'incolga peggio. Andate, andate, e, se vi torna, continuate a peccare.—
Ciò detto, e mentre il can bastonato infilava le scale, il Giuliani rientrò nel salotto, dove la donna preparava una scenetta delle sue.