—Ah signori!—gridò ella con piglio da tragedia.—Un uomo di quella fatta!…—
E svenne, o fece le mostre di svenire, nelle braccia di Marcello.
—Io me ne vado;—disse il Giuliani, senza punto
scomporsi.
—E chi rimarrà,—chiese il Contini,—a farla
rinvenire?
—__Tu Macellus eris;__—rispose l'amico, ridendo.
—Come vuoi.
—No, come vuoi tu.
—E sia pure, come voglio io; ma tu esci, e quell'altro non potrebbe essere in agguato?…
—Ecco la sua rivoltina; ce n'è per cinque suoi pari. Ma non te ne dar pensiero; questa gente scantona alla lesta. A lei dunque, sor Magnifico: si faccia onore coll'inferma.—
E seguitando a ridere, il Giuliani se ne andò, per ritrovare gli altri Templarii. Gabrina, che aveva la virtù della gratitudine, come la sua padrona quella del pudore, lo accompagnò con mille benedizioni e col chiaro d'una lucerna di ottone, fino all'ultimo gradino delle scale.