Voleva dire l'epitalamio. Ma già la lingua incominciava a tradirlo.
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III.
Per l'amico del cuore.
Quella notte, anzi meglio, quella mattina, la signora Cantelli avrebbe voluto ritirarsi intorno alle due. Veramente, le rincresceva di dare il mal esempio; ma il suo Federigo doveva essere di buon mattino al suo posto, e bisognava concedergli almeno quattr'ore di sonno. Il signor Zuliani aggiustò le cose per bene, proponendo che Federigo andasse via solo, mentre per le signore, con tanti cavalieri presenti, non sarebbe mancato chi le accompagnasse al Danieli. In questo modo si guadagnò un'altr'ora allegra, illuminata dalla grazia, dal sorriso incantevole della signorina Margherita. Raimondo Zuliani era tutto raggiante di contentezza, ameno, festevole, attento ad ogni cosa che potesse occorrere per la felicità dei suoi ospiti; e ciò senza bisogno di scomodare sua moglie, che doveva lasciarlo fare, standosene regalmente seduta in trono, ossia, per chiamar le cose col loro nome, nell'angolo sinistro di un soffice canapè foderato di raso, accanto alla signora Eleonora.
[pg!34] Ma c'è un fine anche alle veglie notturne; e quando le signore Cantelli accennarono a prender commiato, Raimondo fu pronto a dar loro per cavaliere il conte Aldini. Mentre tutti incominciavano a mettersi in moto, la signora Livia ebbe agio di tirare il marito in disparte.
— Che idea è la tua? — gli bisbigliò. — Non doveva il signor Aldini accompagnare la Galier? tanto più che sono così vicini di casa?
— Capisco; — rispose Raimondo. — Ma la contessa ci ha il nipote, e quello può bastare. Credi tu che possa venire in mente a qualcheduno di rapirtela? Quanto alle signore Cantelli, potrebbe servire il cavaliere Lunardi? O il signor Telemaco? Mi paiono tutti e due morti dal sonno. Il Ruggeri è un po' sventato; e poi, ha veduto le signore per la prima volta stanotte. Il Gregoretti è un po' più allegro del solito. Ci ho pensato bene, mia cara; non c'è altri che Filippo. —
Del resto, era detta, e non si poteva tornare più indietro. “Voce dal sen fuggita. — Più rattener non vale„. Lo aveva sentenziato il Metastasio, in una di quelle sue ammirabili strofette per musica. Voleva la sua Livia sentir gli altri due versi? No, non ce n'era bisogno: li sapeva a mente, come l'avemmaria.
Per quella volta ancora comandava Raimondo, e l'Aldini accompagnò le signore Cantelli. Ci andò come la biscia all'incanto; ma ci andò, muovendosi in compagnia di Raimondo, che da qualche minuto non lasciava il suo braccio, quasi temendo che dovesse sfuggirgli. In questa guisa Oreste accompagnò il suo Pilade, fino al piè della gradinata, davanti alla gondola, dove ossequiò le signore [pg!35] Cantelli, ringraziandole del grande onore che gli avevano fatto.