— Li ho lasciati poc'anzi; — rispose Filippo. — Sono andati a fare il giro del Canale, che iersera arrivando non hanno potuto godere. Quanto a me, capirai, dopo tanti anni di barchettate....

— Hai l'acqua fino alla gola, t'intendo; e li hai lasciati andar soli, per rivederli più tardi?

[pg!56] — Sì, abbiamo preso appuntamento per le quattro; — disse Filippo.

— Se credi, — ripigliò Raimondo, — puoi condurli questa sera da noi. I tuoi amici sono i nostri.

— Grazie, no, grazie; — rispose prontamente Filippo. — Per dirti il vero, sono un po' orsi.

— Ufficiali di cavalleria, — notò Raimondo stupito, — commilitoni tuoi, e tanto diversi da te? Basta, non insisterò; tu devi sapere ciò che è più conveniente. Parliamo di ciò che importa. Sei libero?

— Sì, fino alle quattro, ti ho detto.

— Bene; allora accompagnami al banco. Si discorre male, per via. —

L'Aldini capì benissimo dove Raimondo volesse andare a parare, e si adattò a seguirlo. Del resto col suo prepotente amico non si poteva fare altrimenti.

Come furono al banco Zuliani, e ben chiusi nello studio di Raimondo, questi incominciò allungando la mano sulla scrivania, e facendo scivolare verso l'Aldini una scatola di lacca giapponese, aperta, e piena di spagnolette. La seduta voleva esser lunga.