— È un buon sentimento; — concesse Raimondo. — Ma non bisogna esagerarlo. Sentimi, caro; perchè tu ami la signorina Margherita....
— Non ho confessato questo; — interruppe Filippo.
— Ma va da sè. Come puoi non amarla? Come si può non amarla?
[pg!58] — Sentimento generale, allora; — rispose Filippo. — È dunque molto generico, e impegna poco.
— No, caro; — riprese Raimondo. — Tutti debbono amarla, vedendola; ma uno è destinato ad amarla per tutti, avendo occasioni di avvicinarla, e ragioni di piacerle. Sei tu, assassino, del “non c'è male„, sei tu che la fortuna ha privilegiato; sei tu che hai ricevuto il colpo mortale. Tu dunque l'ami, è valuta intesa. Ma se te lo leggo in faccia! Sei tanto turbato a sentirne parlare! —
Filippo chinò la fronte, confuso. Troppo bene l'amico gli aveva letto negli occhi, meglio che non s'immaginasse egli stesso.
— Ma ti ho già detto che non voglio essere sospettato; — rispose Filippo dopo un istante di pausa. — Quella donna, se fosse vero quello che tu pensi di me, sarebbe sempre troppo ricca.
— Non c'è altro? — disse Raimondo.
— Mi pare che basti.
— E tu non potrai chiedere la sua mano, capisco. Ma se un altro la chiedesse per te? Io, per esempio. —