A quella uscita improvvisa, l'Aldini balzò sulla scranna.
— Spero bene che non lo farai; — diss'egli concitato.
Ma quell'altro non si scompose punto; anzi, guardando placidamente in viso l'amico, ripigliò:
— E se lo avessi già fatto?
— Tu? — gridò Filippo, impallidendo.
— Io, sì; che ci trovi di strano? Più strano fu il tuo “non c'è male„, mentre io avevo avuto il piacere di vederti così animato nella tua conversazione con quella cara fanciulla. —
[pg!59] Infastidito da quel ricordo, e da altri ancora, Filippo Aldini crollava il capo e batteva le labbra.
— Rinfacciami sempre una frase disgraziata! — diss'egli. — Dovevo rispondere che è un sole? che è un angelo?
— Eh, perchè no? L'avevo ben detto io, che pure amo mia moglie, e non conosco altra donna da metterle in paragone; potevi dirlo tu, che sei libero. —
Filippo rimase un tratto in silenzio, cercando argomenti che non volevano lasciarsi trovare. Infine, di guerra stracco, girò di fianco il punto difficile, ritornando alla sua prima linea di difesa.