— Sai? — gli disse, quando furono là. — Viene il babbo.

— Il babbo! — ripetè Filippo. — Che babbo?

— Il signor Anselmo, perbacco. Che uomo mi sei divenuto, da non capire alla prima? —

[pg!107] Filippo sorrise, e tentennò un pochino la testa.

— Tu pensi sempre al tuo sogno, Raimondo!

— Ma sì, e più che mai; tanto più che non è un sogno. Felice mortale, tu sei nato vestito. Ti amano tutti; perfino la signora Eleonora, non sa parlarmi più d'altro che di te. Quasi quasi è più innamorata lei di sua figlia.

— Che cosa dici ora? Sua figlia....

— Eh, dico quel che si vede. La bella Margherita ti rende giustizia, e la lodo.

— Ma che giustizia ha da rendermi?

— Sappiamo tutto, felice mortale, sappiamo tutto; anche la visita di quattr'ore buone al Correr. —