— Ah, vedi? Eran tutte bugie.
— Sì, cara; ma c'è qualche cosa sotto, che non riesco [pg!136] a capire. Per fortuna hai bisogno di riposo, e mi stai riguardata qualche giorno ancora nella tua camera.
— Oh, mamma! e quando quel povero Filippo verrà...
— Quando verrà quel povero Filippo, lo riceverò io. Lo riceverò bene, non dubitare. Egli non merita di essere sospettato. Sta dunque tranquilla; non sarà come se ci fossi tu, a riceverlo; ma egli vorrà contentarsi. È necessario. Tua madre non è un'aquila, — soggiunse sorridendo la buona signora; — ma a certe cose ci arriva ancora. Bisogna aspettare il babbo, e col babbo la volontà del Signore.
— Aspetterò.... e pregherò; — disse Margherita, umiliata.
Ma era anche rassegnata, intendendo benissimo che aveva ragione sua madre. Al punto in cui erano le cose, bisognava andare più lenti, ed anche fermarsi un pochino; troppo si era corso fin allora, prima che il babbo avesse dato il responso. Ma col babbo si sarebbe rifatta e come! Col babbo non aveva sempre ragione lei?
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IX.
“All's well that ends well.„
Raimondo Zuliani arrivò quella mattina a casa, per la colazione, con una mezz'ora di ritardo; cosa che agli uomini d'affari accade sovente, ed anche a coloro che non hanno affari. Ma egli, quella mattina, non aveva perduto il suo tempo, e da quel lato poteva stimarsi felice. In fondo all'anima, piuttosto era stizzito parecchio per l'alzata d'ingegno di sua moglie. Ma perchè quel discorso matto di Livia alla vecchia Cantelli? Sua moglie non poteva soffrire la signora Eleonora; ed ecco, senza che ce ne fosse l'urgente bisogno, era andata a farle una visita. Capricci! Quella cara donnina aveva i capricci inesplicabili, come aveva le antipatie irragionevoli.