— Allora, non parlo più; — disse Livia, dando in uno scoppio di risa.
E seguitava a ridere come una pazza, arrovesciando il capo sulla spalliera della scranna, a ridere sfrenatamente, fino a farsi venire il singhiozzo.
— Perchè ridi così? — le chiese egli finalmente.
— Rido della confessione, mio caro; — rispose la signora, ripigliando lo sfogo della sua profonda ilarità. — Ma che si confessano i segreti delle ragazze, agli amici di casa? È un'oca ti dico, anzi una pàpera. E se poi, Dio guardi, per una ragione o per l'altra, si scombinasse il combinato, i dolci segreti della bella Margherita sarebbero stati messi in circolazione.
— Si fermeranno a me; — disse Raimondo.
— E a me; — soggiunse Livia. — Siamo già in due a conservarli.
— Non sei tu una parte di me stesso? e la migliore? — riprese Raimondo.
— Sia, come vuole la galanteria del mio signore e padrone; — conchiuse Livia amabilmente; — ma la signora Eleonora resta sempre una gran sciocca. Il migliore amico dell'oggi può essere domani tutt'altro. Dopo di che, corro il rischio di diventarci oca ancor io. Che importa a me di tutto ciò? Ognuno si contenti a suo modo. Così, dunque, secondo te, questo matrimonio è sicuro?
[pg!149] — Spero bene; si potrà crederlo tale, dopo l'arrivo del signor Anselmo.
— Che sarà stato informato di tutto, m'immagino.