—Eh,—rispose il Chiacchiera, stringendosi nelle spalle,—in questo caso bisognerà dire che si è innamorato dello scolaro in grazia del ritratto che questi ha fatto della sua Fiordalisa. Già, l'ama tanto!

—Se non c'è bisogno d'altro, per entrar nelle grazie di mastro Jacopo,—esclamò Cristofano Granacci,—glielo facciamo tutti, il ritratto a madonna Fiordalisa.

—Credete che sia così facile?—entrò a dire Parri della Quercia.

—Perchè no? Che cosa c'è egli di tanto difficile?—ribattè il
Granacci.

—Tutto;—rispose Parri.—-Non avete osservato come ella si muta ad ogni momento?

—Già,—disse il Chiacchiera,—donna e luna, oggi serena e doman bruna.

—Non parlo dell'umore, parlo del tipo;—ripigliò Parri della Quercia.—È un tipo assai delicato, con una certa espressione, che non è sempre la stessa a tutte le ore del giorno.

—È vero, quel che dice Parri;—notò Lippo del Calzaiuolo.—Ci son de' momenti che non sembra più lei.—

Tuccio di Credi torse le labbra e diede un'alzata di spalle.

—Baie!—diss'egli—-I contorni non si mutano mica così facilmente!
Sarà quistione delle parti mobili, le labbra e gli occhi.