Ella rizzò la testa, e diede al Buontalenti un'occhiata sdegnosa.

—Oh! non v'inalberate;—riprese egli freddamente.—La cosa è così, com'io vi racconto, che credete voi, madonna? Che l'amore sopravviva alla morte della persona amata? Spinello si consolerà.

—Che non mi dite ch'egli ha già data la sua mano ad un'altra donna?—diss'ella.—Voi mentite, messer Lapo. La menzogna è chiara nelle vostre parole. Spinello si consolerà, voi dite. Egli non si è dunque consolato.—

Messer Lapo si morse le labbra. Il colpo gli era andato fallito. Ma egli promise a sè stesso che quella donna non si sarebbe più oltre beffata di lui.

Due mesi passarono, tristi coma gli altri che la povera donna aveva vissuti nella sua solitudine di Colle Gigliato. Ahi, non era una solitudine, quella, se ogni giorno ella doveva vedersi davanti agli occhi messer Lapo Buontalenti. Meno infelice di lei, una povera eroina della favola era stata abbandonata su d'uno scoglio, dannata ad esser la preda d'un mostro. Per Andromeda, infatti, vedere il suo nemico ed esserne divorata era quasi tutt'uno; laddove madonna Fiordalisa doveva scorgere il suo ad ogni istante, appostato in attesa, come una fiera all'agguato, e tremare ogni giorno, pensando che nessuna difesa avrebbe più avuta contro di lui; pensando che suo padre era morto e che Spinello, il suo fidanzato, non avrebbe potuto far altro per lei che piangere su d'una tomba.

E il Buontalenti osava dire che il suo rivale si sarebbe consolato! No, non era possibile, Fiordalisa era una fanciulla inesperta e non aveva anche potuto giudicare la vita nei disinganni che questa può offrire a mano a mano, in compenso d'ogni nostra speranza. Ma ella si era sentita così fortemente amata, che veramente l'affetto di Spinello Spinelli doveva parerle una cosa eterna. Argomentiamo così facilmente dai nostri i sentimenti degli altri! Eppure, le beffarde parole di messer Lapo, anche respinte da un'intima convinzione, non potevano essere dimenticate, e l'eco doveva restarne in quel povero cuore. E in quella guisa che noi tutti raccogliamo con superstiziosa paura ogni frase, udita a caso, la quale si riferisca ad un pensiero dominante dell'anima nostra, avvenne a lei che altre parole, e non da messer Lapo, ridestassero i dubbi suscitati da lui. "Chi muore giace e chi vive si dà pace." Questo proverbio, che ella aveva udito le cento volte, senza avvertirne la dolorosa filosofia, accennato sbadatamente da quell'umile contadina che sapete, e che era l'unica donna con cui madonna Fiordalisa scambiasse qualche parola nel castello Buontalenti, la ferì profondamente, più che non avrebbe fatto ogni altro discorso del suo carceriere. Chi vive si dà pace! Era proprio vero così! E perchè, infine, sarebbe stato diverso? È in noi potentissimo l'istinto della conservazione; la fibra umana ha qualche cosa in sè, che la persuade a resistere, a desiderare la vita. Il dolore opprime lo spirito; ma la fibra si ribella al dolore; la schiava non obbedisce al padrone. E non è forse così in tutti gli ordini di natura? Non è legge comune che tutto si rinnovi, e che ogni forza depressa si prepari a risorgere? È possibile che la natura umana ci condanni a morte, e che la gioventù non trovi in sè medesima quella forza di risurrezione che trova la più umile pianta, nella vicenda delle stagioni? L'oblio è fatale come il sonno, e il tempo è rimedio per tutti gli affanni dell'esistenza. Del resto, se per una creatura viva si può soffrire aspettando, come si potrebbe soffrire eternamente per una creatura morta? Aspettare è sperare; e non si aspetta più, quando non si spera più nulla.

E Fiordalisa era morta, per il suo fidanzato. Spinello poteva, dunque, doveva cedere anch'egli alla legge comune. Triste cosa, ma vera. Restava solamente di vedere quanto sarebbe durato il lutto in quell'anima solitaria.

Così avvenne che, quando messer Lapo le annunziò le nozze di Spinello Spinelli, Fiordalisa tremò tutta, ma non osò più negare la possibilità del fatto. L'anima sua era preparata a quel tristissimo evento.

—Madonna,—le disse il Buontalenti,—che io vi ami, e quanto, lo sapete da un pezzo. Voi farete quel che vi parrà meglio; chi può aspettare, non vi domanderà nulla anzi tempo. Giuratemi soltanto che se io vi farò vedere Spinello al fianco d'un'altra donna, voi non tenterete cosa alcuna per fuggirmi.

—Che mi chiedete voi?—gridò ella, turbata.