—Orbene,—disse egli, dopo un istante di pausa,—così ricevi la mia notizia?
—Padre mio.—balbettò Fiordalisa, chinando la fronte,—quello che voi farete… sarà ben fatto.
—Sì, questo va bene;—ripigliò mastro Jacopo, che aveva voglia di ridere;—ma se per avventura si trattasse di uno che non ti andasse ai versi?—
Fiordalisa chinò la fronte un po' più che non avesse fatto prima, e si pose a tormentare con le dita i lembi del suo grembiule.
—Veniamo alle corte, poichè tu stai zitta e non rispondi;—continuò mastro Jacopo.—Che penseresti tu di Spinello Spinelli?—
Fiordalisa ebbe una scossa al cuore, ma una scossa piacevole oltre ogni dire. Arrossì da capo, e, con un fil di voce, così rispose a suo padre;
—Quello che voi farete….
—Sarà bene fatto; conosco già il ritornello;—rispose mastro Jacopo, dando un buffetto sulla guancia di sua figlia.—E sia dunque ben fatto, poichè questa è la tua opinione, com'era da un pezzo la mia. Su il viso, bambina, e preparati a ricevere il tuo fidanzato. Mi par di sentire il suo passo per le scale.—
Fiordalisa, che non aveva ancor avuto tempo a riprendere il suo color naturale, aggiunse vermiglio a vermiglio, quando si vide dinanzi Spinello. Questi non sapeva ancor nulla dei discorsi fatti tra mastro Jacopo e suo padre, né dell'annunzio che il vecchio pittore aveva dato alla figlia. Ma quella scena muta e il rossore di madonna gliene dissero abbastanza per farlo rimanere sconcertato davanti a lei, com'ella era turbata davanti a lui.
—E così? Non vi dite nulla!—gridò mastro Jacopo.—Perchè mi state lì grulli e confusi?—Vedi un po', Fiordalisa; eccolo lì, l'uomo che non ardisce mai. Ci scommetto che, con la sua paura di non venire a capo di nulla, non ha neanche creduto di ricordarsi che ci voleva un anello.