—Che?—disse allora Spinello, credendo di aver capito da quelle rotte parole l'argomento delle ire di mastro Jacopo;—avrebbero per avventura biasimato un vostro dipinto? Entrerebbero a disputar d'arte con voi?
—Che biasimato? Che disputare con me? c'è ben altro;—gridò il vecchio pittore.—Si tratta del Miracolo di san Donato, mi capisci? Del Miracolo di san Donato.
—Ah, meno male!—esclamò Spinello.—E che cosa gli ha fatto, ai massari del Duomo, il mio povero dipinto?
—Nulla; è andato a male.
—Che? come?—balbettò Spinello.—Andato a male?
—Sì, ragazzo mio; bisogna vederlo, che cos'è diventato. Un vero guazzabuglio. Ma procediamo con ordine; altrimenti non capirai nulla. Ero sul ponte, a lavorare, e si trovava con me Parri della Quercia, per mesticarmi i colori. Ad un tratto, i massari mi vogliono giù. Che bisogno hanno di me, da chiamarmi così in fretta? Per fortuna, non mi ero ancor messo a dipingere. Scendo dal ponte, vo in sagrestia: e là, con aria di mistero, mi mettono in mezzo, per dirmi: Messer Jacopo, mala nuova abbiamo a darvi quest'oggi. Restai di sasso—-A me? Non si tratterà mica di persone che mi appartengano.—No, rassicuratevi, nessuna disgrazia di persone; si tratta dell'affresco di Spinello, del vostro scolaro prediletto.—Orbene? Che ci avete ancora con quell'affresco? Non lo avete accettato? Non v'è egli piaciuto, come, oso dire, è piaciuto a tutti, in Arezzo?—Sì, moltissimo, in verità; ma che volete, messer Jacopo? Egli pare che il vostro discepolo, come è forte in disegno, non sia altrettanto pratico dei colori.—Oh, diamine! Che cos'è questa novità? Nell'uso dei colori l'ho istruito io, come in tutto il rimanente. Che cosa ci avete coi colori di Spinello Spinelli?—Eh, veniteci voi, a vederli, il maraviglioso affresco non si riconosce più da quello di prima.—Andiamo, gridai, turbato da quella notizia.
—E siete andato?—interruppe Spinello, tremante.—E avete veduto?
—Ragazzo mio, sono andato ed ho veduto, sicuramente. Per la croce di Dio, non so come ciò sia avvenuto. Che colori hai tu adoperati, per dipingere il Miracolo di san Donato?
—I vostri, padre mio. Non ne avevo altri. Siete voi, che me li avete forniti. Erano quelli che si macinavano in bottega dal Chiacchiera.
—Ah! dovevo ricordarmene!—gridò mastro Jacopo, battendosi la fronte.—Il Chiacchiera, che se n'è andato così d'improvviso!… Che diavolo ci avrà messo dentro? Colori di miniere, certamente; e per mandarti a male ogni cosa.