Il vecchio pittore diede una rapida occhiata a tutti quei fogli. Erano studi dal vero, o reminiscenze, motivi buttati là, con un fare tra l'accorto e l'ingenuo, che indicava una vera e fortunata indole d'artista. Spesso non erano che quattro tocchi; ma in quei quattro tocchi si vedeva la natura colta sul vivo.
Mentre egli così sfogliava i quaderni del giovine seguitando la sua strada verso casa, gli venne veduta tra l'altre cose una figura di donna. Era a mala pena accennata, ma il pittore non durò fatica a riconoscere d'onde Spinello avesse tratto il suo tipo. E così, di sbieco, mentre guardava la figura, gittò un'occhiata al suo giovine compagno.
Spinello non vide lo sguardo del pittore, ma lo sentì, e si fece rosso in volto. Maledetta furia! O non avrebbe potuto egli aspettare una mezz'ora, e portare egli i disegni a casa del maestro? Per la smania di far presto, come se temesse di perdere l'occasione, aveva preso tutto alla rinfusa, e quei quattro segni, in cui egli aveva fissato il ricordo di madonna Fiordalisa, cadevano contro sua voglia sotto gli occhi del babbo.
—In verità,—diss'egli allora, tanto per isviar l'attenzione del pittore,—son povere cose e certamente indegne di voi. Ma, che volete? non so far altro.
—Che! che!—rispose mastro Jacopo.—La modestia è una bella cosa, ragazzo mio; ma tu ora fai torto alla natura, che ha voluto indicarti molto chiaramente la tua vocazione. Ho caro di averti conosciuto. Cimabue si tenne fortunato di essersi imbattuto in un pastorello che disegnava le pecore del suo armento sui lastroni di Vespignano. Io avrò in quella vece posta la mano su d'un artista formato.—
E dentro di sè, mastro Jacopo, come rispondendo ad una osservazione del suo spirito famigliare diceva:
—Dopo tutto che male c'è? Se un artista simile diventasse mio genero, dovrei averne dicatti. Sarebbe il miglior modo per legarlo alla mia scuola e farmene un aiuto.
Indi, ad alta voce, mastro Jacopo proseguì:
—Vieni a bottega quando ti piace, anche oggi, se tuo padre si contenta, io mi contento e godo. Non metto che una condizione ad averti con me.
—Quale? Io l'accetto fin d'ora;—disse Spinello, a cui brillavano gli occhi dalla contentezza.