—Niente, e tu lo sai meglio di me;—rispondeva Don Pietro.—Non sei tu che vai per le lettere a Fiumalbo?
—Eh, dicevo bene per questo!—esclamò Pellegrino.
—Niente, nientissimo! È un trattare, scusi il termine, da veri birbanti. E con quella faccia, che pareva l'angelo Gabriele!
—Senti,—disse Don Pietro, rabbruscandosi,—non mescolar gli angeli col fango della terra!
—Oh, scusi, sa! Dicevo così per dire.
—E dicevi male. Hai piuttosto ragione quando dubiti. Io, per tua norma, non reggo più a mantenere il segreto, e se credi, ne avverto il signor Francesco.
—Gliel'ho già detto, faccia Lei;—rispose Pellegrino.—Anche a me dispiace che i padroni vivano ingannati, credendo quel signorino uno stinco di santo.
—Pellegrino!
—Ah, scusi ancora, reverendo! Sempre così per dire, e quando si ha il vizio….—
Don Pietro non istette a sentirne altro, e tirò via, col suo breviario fra le dita, per il sentiero della montagna. A quell'ora il signor Francesco Guerri doveva essere alla serra, e il vecchio prevosto deliberò di fare una passeggiata alla serra.