—Ah, così traduci il faisandé, topo cruscaiuolo.
—È proprio un morto risuscitato. Vedete che cera!
—Ariberti, dove hai lasciato il lenzuolo?
—Non gli dite nulla, poverino! Avrà fiutato un creditore per via.
—Come? ardirebbero i vili avventurarsi a quest'ora nei nostri paraggi?
—Amici, io bevo al ritorno di Ariberti, e alla distruzione dell'empia sètta.
—Meglio ancora che bere, sarebbe ammazzare il vitello grasso.
—Perchè?
—Si fa celia? È venuto il figliuol prodigo.
—Benissimo; lasciate allora che lo ammazzi suo padre.