—Ma sì, per un semplice puntiglio. Capirete che a nessuno piace di esser tenuto in quel conto che voi mostravate di tener me, quasi fossi un pezzente.
—Ammettiamo dunque che la colpa sia mia;—ripigliò l'inglesina, cedendo un po' di terreno al suo avversario.—Ma se si fosse trattato di un'altra donna che non fosse l'amica mia, avreste voi fatto lo stesso? Per esempio, avrei voluto vedere se lo avreste fatto per me.
—Anche per voi;—rispose Ariberti gittandosi a capo fitto nel ginepreto, da cui tanto e tanto non poteva più distrigarsi;—dirò meglio; a voi più che ad un'altra.
E il pensiero gli correva frattanto all'altra metà della somma ottenuta da Arun-el Rascid, che minacciava di non volergli rimanere in tasca più a lungo.
—Vi ringrazio;—disse la signora Mary, con voce così soave che più non sarebbe stata una carezza.—Badate che ho scherzato. Io non accetterò mai un dono simile se non dall'uomo che amerò.
—E dàlli, coll'uomo che amerà!—pensò Ariberti, stizzito contro questo personaggio mistico che incominciava a dargli noia prima di esistere.
Il giovinetto provava, rispetto a quel Tizio di là da venire, quel medesimo senso che molti provano in una sala pubblica, mirabilmente ornata di marmi e dorature, ma dove ci sia nella parete una nicchia vuota, che fa venire la voglia di gridare via, metteteci un grand'uomo, anche da dozzina, e facciamola finita una volta.
Così ragionando, e alternando i soliloqui col dialogo, Ariberti andava speditamente lunghesso i portici di Po, colla bella inglesina aggrappata al suo braccio. La gente che li vedeva passare così leggeri e contenti sotto le arcate, stretti l'uno contro l'altra come i due gemelli appiccicati di Siam, pensava: ecco due sposi novelli che han fretta di giungere a casa. E tutti, poichè a quell'ora non c'erano donne in volta, tutti invidiavano lo sposo, non lei.
Ma l'essere così vicini e il sostenere tutte quelle occhiate e giaculatorie dei viandanti, non li custodiva mica dal freddo. Certi buffi gelati scendevano tratto tratto dalla collina di Superga, che non erano punto piacevoli, e la bella inglesina incominciava a tremare.
—Avete freddo?—chiesele Ariberti.