—E sempre Giselda!—gridò egli, alzando dispettosamente le spalle.—Che cosa c'entra Giselda?
—C'entra sicuro. Nessuno mi leverà dal capo che voi l'amate.
—Vi ho già detto due volte che non è vero.
—Lo diceste anche mille, quell'astuccio, da solo, basterebbe a provare il contrario.
—Quell'astuccio!… Ah sì, parliamone! Un dono che mi avete costretto a fare voi stessa!
—Io?
—Sì, col vostro discorso di Moncalieri.
—Davvero?—diss'ella, con accento impresso d'ironia,—Proprio vi siete deciso a far quella spesa per me?
—Certamente. Io non sono ricco… Lo avete detto voi. Mi contentavo di regalare dei fiori, come avrei fatto per ogni altra dama a cui fossi stato presentato e che avesse mostrato di gradirli. Ma voi, signorina, mi avete posto in canzone, vi siete beffata de' miei doni pastorali, mi avete messo al punto…
—Ah, gli è dunque per un semplice puntiglio che voi regalate gioielli alle dame?