E voltarono indietro; ma il freddo pungente le dava assai noia, ed ella batteva i denti per tal modo che il suo cavaliere incominciò a temere non fosse per accaderle di peggio.

—Chiudete bene la vostra mantellina;—le disse;—intanto sarà meglio che entriamo sotto i portici. Ma che avete, Dio mio? Vi sentireste male?

—Qui, qui;—rispose ella stringendo la mano al petto e arrovesciando gli occhi con moto convulso:—mi manca quasi il respiro.—

Ariberti si spaventò davvero, come tutti coloro che si trovino in simili casi la prima volta, e via, mettiamo anche la seconda e la terza, poichè la vista di una donna che soffre, o mostra di soffrire, fa sempre pena ad un'anima bennata.

Per fortuna, la sua abitazione era lì a pochi passi, ed il nostro giovinetto potè condurre sollecitamente la sua donna al coperto. Ella si lasciò trascinare, portar quasi sulle braccia, e non aperse più bocca, direi quasi che non trasse più il respiro, fino a tanto non si trovò nei quartierino di Ariberti. Egli, lesto come uno scoiattolo, mise mano a quante carte inutili stavano nel canestro accanto al camino, e le ficcò sotto la stipa, che, sentito il fuoco, levò prontamente gran fiamma e scoppiettò allegramente, mandando per la camera sprazzi di luce rossastra e di caldo.

Fornita questa prima parte del debito suo, Ariberti accostò una portoncina al camino e vi fece adagiare la sua bella compagna, che seguitava di tratto in tratto a rabbrividire. Voleva anche coprirle la persona con un ampio coltrone, strappato dal letto; ma ella non lo accettò, amando meglio scaldarsi al fuoco che divampava nel camino e già incominciava a far sentire i suoi benefici effetti.

—Ecco una scappata che mi costa cara—diss'ella poscia, forse volendo alludere a quel gran freddo che la aveva colta.

Ariberti s'inchinò su di lei con atto amorevole.

—-Mi duole davvero,—diss'egli di rimando,—che per cagion mia… Ma in fine…—

Voleva soggiungere: infine lo avete voluto voi; ma si accorse che stava per dire una solenne bestialità, e si rattenne a tempo.