—È verissimo;—rispose il Ferrero:—ma non tutti abbiamo famigliare la lingua francese come il conte Candioli. Via, facciamo un tanto per uno, scriviamo il giornale in due lingue.
—Soit,—disse il contino;—chacun son goût.
—Pensiamo dunque al nome:—disse Balestra;—io propongo che si chiami L'Aurora.
—Io La Minerva;—gridò il classico Vigna.
—Il primo non dice niente, e l'altro vuol dir troppo; rispose il
—Ferrero.—Cerchiamo ancora.
—Cerchiamo;—ripetè l'Ariberti.—Io vorrei un titolo che dicesse anche il luogo donde il giornale uscirà.
—Il Po;—soggiunse prontamente Balestra.
—Via;—saltò su il Vigna, dandogli sulla voce; lo si chiami almeno —L'Eridano.
—Sia pure L'Eridano e se ti piace, anche Il Bodinco, per andar cogli antichi.
—Pardon!—interruppe il contino, stendendo la mano nel crocchio, come per annunziare l'arrivo d'una idea.—È già forse stabilito che il titolo debba essere in italiano?