— Benissimo! — disse la marchesa. — E l’avete trovata voi, signor Paolo?
— No, marchesa, — rispose questi, facendosi rosso, — è mio fratello Pietro!
— Complimenti a voi, dunque!
— Oh, non è il caso, — disse Pietro. — A me era venuta senza pensarci; è mio fratello Paolo che l’ha osservata.
— Nobile gara tra fratelli! — esclamò Donna Flora. — Diciamo dunque raggi filati. È carina, la frase, carina tanto! Non pare anche a te, Serena? —
La duchessa rispose con un leggero movimento di labbra. Ella oramai non poteva più sorridere. Poco dopo, offrendole la marchesa di cambiar posto, accettò; ma, com’ebbe ceduto il suo all’amica, ella si ritirò in fondo al palchetto, pregando uno dei Diòscuri di far riscontro a Donna Flora.
— Che hai? — domandò questa all’amica.
— Niente; — rispose Serena. — Mi dà un po’ noia la luce.
— Già! — disse il Buonsanti. — Con tanti raggi filati!
— Oh, ci son quelli del gas, che stasera sono più molesti del solito; — replicò la duchessa, non volendo sentir l’allusione, del resto involontaria, del cavaliere degnissimo.