Molti itinerarii furono così ventilati, ma senza concluder nulla. Serena sorrideva e taceva.
Alle undici i due amici si congedarono.
— Non vieni a capo di nulla; — disse Almerico al cavaliere Buonsanti, quando furono per via.
— Che! Vuoi scommettere che in una settimana ci riesco? Quando si è in due, si fa passare il tempo, ma si discorre male di certe cose; — replicò il Buonsanti. — Ne discorrerò meglio a quattr’occhi. A me l’età permette di dir tutto. Benedetta, o piuttosto maledetta età!... Se avessi vent’anni di meno....
— Che faresti, con vent’anni di meno?
— Te l’ho già detto: la mia brava corte. E vincerei.
— Diamine, che sicurezza!
— La sicurezza dell’uomo onesto, quando ha da fare con una donna onesta. Ora, mio caro Almerico, il posto è per te. —
Il conte di Montegalda sorrise.
— Sempre la stessa idea! — esclamò. — Che ostinazione è la tua!