— Bravo! Aspetta a dirmelo più tardi; — ribattè il cavaliere Buonsanti. — Finora non è che la seconda volta. Alla centesima, ti voglio.
— Come? Giungerai fin là?
— Sicuramente. E non mi prendere per l’incaricato d’un’agenzia di matrimonii! Penso e sento così. La duchessa è una donna onesta; vorrei che sposasse un onest’uomo.
— Te ne ringrazio; — mormorò Almerico.
— Ah, bene! Tu dunque accetterai?
— Come corri! Anche non accettando un consiglio, si può ringraziare un amico della sua buona intenzione, quando è accompagnata da un complimento, e sopra tutto quando la buona intenzione e il complimento vengono da un uomo come te.
— Quante parole, buon Dio! — esclamò il cavaliere. — Non sei più guardasigilli.
— Che sarò dunque?
— Ministro degli esteri, mio caro! Ci hai la frase diplomatica. Non hai mai pensato ad entrare in diplomazia?
— Mio padre l’avrebbe desiderato; — rispose Almerico. — Ma io non ho voluto.