—Si, signora; parto.

—O come, aspettate a parlarmene adesso?

—Perchè stamane…. non ci ho pensato punto. Un amico di là mi prega di andare;… un amico d'infanzia…

La signora Argellani era rimasta attonita a quell'annunzio improvviso. Il pensiero che Laurenti, il suo medico, che ella era avvezza a vedere di continuo, se ne andasse da Genova, anco per una diecina di giorni, non le era venuto in mente giammai.

—Gli è strano!—pensò ella—gli è strano!

E fu per guardare colla coda dell'occhio la faccia di Laurenti; ma si trattenne, e si ristrinse a dirgli:

—Dunque ve ne andate domattina!

—Sì, ma vi lascio in convalescenza cosiffattamente avviata, che non può fallir più.

—Oh non dico per cotesto, signor dottore, che diffatti io mi sento rinata, e per vivere la mia seconda vita non ho d'uopo che di attenermi alle vostre ordinazioni. Mi duole in quella vece di veder partire gli amici.

—Starò pochi giorni—disse Laurenti alzandosi a mezzo dalla scranna per accompagnare quelle parole con un inchino, e voltarle ad un ringraziamento.