L'apparire di quella donna produsse una vera rivoluzione negli animi, e mentre molti ammiravano quella stupenda figura, molti altri avrebbero voluto essere invisibili agli occhi suoi. La più parte dei convitati la conoscevano, e parecchi tra essi, uomini e donne, le erano stati dimestici, ma l'avevano a poco a poco lasciata sola; v'erano anzi taluni ai quali non era neppur sembrato dicevole allontanarsi da lei con un po' di rispetto alle convenienze sociali; ed erano i più famigliari. Ella stessa, dal canto suo, s'era lasciata andar giù, aiutando in tal guisa l'oblio dell'universale. Percy l'aveva abbandonata; che le importava del rimanente? Ferita nel cuore, ella si lasciava morire, e dimenticare innanzi d'esser morta, ma non odiava, non disprezzava nessuno; la sua maggior vendetta era stata quella di mettere nell'albo il ritratto del Percy accanto a quello della marchesa Bianca. Atto puerile forse, ma indizio d'anima nobile. E così ridotta allo stremo, si appartò dal mondo, siccome il mondo si appartava da lei. Se non che ella era inferma, morente, e la sua generosa noncuranza non iscusava punto l'oblio di quella gente tra la quale era vissuta, alla quale aveva dato i più belli anni della sua giovinezza.

Cotesto farà intendere ai lettori che spero benevoli al mio racconto, come il vederla risanata, rientrar d'improvviso in iscena, riuscisse a molti peggiore di una mazzata fra capo e collo, e in taluni destasse come una ansiosa curiosità, in tal'altri il rimorso.

Tra questi ultimi più colpevole e più fieramente combattuto il Percy; al quale la sua apparizione gelò il sangue nelle vene come se fosse stata la testa di Medusa, sicchè egli non ebbe nemmanco la forza di muoversi dalla scranna su cui stava seduto presso la marchesa Bianca di Roccanera.

Povero regnatore di salotto! Egli era da qualche tempo assai giù. I suoi vagheggiamenti non gli avevano fruttato un bruscolo presso quella superba, che gli usava sempre le solite cortesie, ma gli faceva scorgere molto chiaramente che il suo gli era tempo sprecato. La marchesa Bianca non amava altri che sè; il leggiadro Percy, diventato suo adoratore, aveva saziato la sua vanità, e non c'era per lei più altro da spremerne. Per tal modo egli era capitombolato nel fosso, innanzi di afferrare i bastioni, e non è a dire com'egli fosse avvilito di quello smacco. La vergogna, soltanto la vergogna, lo riteneva colà, argomento alle beffe dell'universale, dispettoso, ingrugnato con lei, che fingeva di non addarsene punto, in quella che faceva buon viso alle cavalleresche gentilezze del duca di Marana y Cuelva, un giovine spagnuolo che correva per suo diporto da un capo all'altro del mondo, e si riposava un tratto a Genova di un suo recente viaggio alle Indie.

Donna di buon gusto, e di fino accorgimento, quella marchesa Bianca! Senza muoversi, e sopratutto senza commuoversi, ella sfiorava l'etnografia, facendo un albo di adoratori di tutte le razze. Chi sa che a furia di studiare, di raffrontar tipi diversi, ella non giunga alla scimmia! Gli è questo, dicesi, l'ultimo passo degli scienziati odierni, e certo, senza mestieri del dicesi, è l'ultimo passo di molte superbe, le quali, dopo aver molto cercato, e molto rifiutato, fanno capo a qualche gramo personaggio, diventato di botto l'archetipo della specie.

Lo stato di Percy era compassionevole davvero. La signora Perrotti non gli aveva lasciato trapelar nulla di quella apparizione improvvisa. E come d'altra parte avrebbe ella potuto dargliene sentore? La relazione di lui colla signora Argellani era come tante altre che si stringono e si rompono di continuo in questa nostra società bastarda. Tutti sapevano di quella intrinsichezza, ma tutti dovevano ignorarla del pari. Egli andava in casa della Luisa, come tanti e tanti altri; era sempre dove ella era, e mai dov'ella non fosse; ognuno poteva mormorarne alla spartita, nessuno buttargli sul viso quella indebita frase: voi, voi siete l'amante. La signora Perrotti non poteva dire a Percy, anche se lo avesse veduto i giorni innanzi, «badate che verrà l'Argellani» senza aver l'aria di sapere che c'era stato del fuoco e poi del ghiaccio tra i due, e che egli non aveva nemmanco ricordato il suo debito di cortesia verso l'inferma.

E poi, che serve? la signora Perrotti non si dava un pensiero al mondo delle angustie di quel leggiero corteggiatore di donne; ella badava a restituire in trafitture profonde i colpi toccati alla sua vanità. In quel battibuglio che ella pensava di far nascere, ce n'era per lui, vecchio ingrato, come per tante donne, regine di fresco, alle quali doveva sicuramente nuocere l'apparizione di quella donna, fantasma del passato, bellezza rinnovata, resa più efficace dalla oscurità in cui s'era lungamente costretta. La Luisa Argellani ricordava all'Aurelia, impastata di bellezza e di fiele, ciò che questa aveva patito per lei; ma poteva essere anco un'arma potente, un carro falcato da scagliarsi contro altri nemici, a vendicare più recenti sconfitte. Arcani del cuore! È egli mestieri di altre parole per farli intendere ad ogni generazione di lettori?

Ora l'effetto del carro falcato fu grande, più grande di quello che non s'argomentasse l'Aurelia. Come è bella! dicevano gli occhi di tutti, voltandosi alla nuova venuta. Intorno agli altri soli (soli che ricevono luce e calore, come ho già detto al principio di questo racconto, e non ne danno ai pianeti), intorno agli altri soli s'era fatto un ambiente freddo; v'ebbero donne le quali si credevano amate, e in quel momento sentirono mancarsi qualcosa d'attorno, e sto per dire l'aria respirabile. L'ammirazione era tutta laggiù; i pianeti raggiavano tutti verso la signora Argellani.

La bellissima donna sorrideva; di sotto all'arco eminente delle lunghe sopracciglia, i suoi occhi mandavano lampi, ma non già di tempesta; l'incarnato del volto non diceva soltanto la ricuperata salute, ma eziandio la modesta contentezza della vittoria. Strinse affettuosamente la mano alla Roccanera; si lasciò presentare qualche nuovo cavaliere, e presto fu dintorno a lei un crocchio di gentiluomini, una gara di motti leggiadri.

E intanto che faceva il Percy? Egli stette parecchi minuti sopra di sè; poscia, come uomo che dopo aver lunga pezza combattuto, si ferma ad una deliberazione che non gli par buona, ma che è pure l'unica a cui possa appigliarsi, si armò di coraggio e si fece innanzi. La signora Luisa aveva notato ogni cosa, ma il suo viso sereno non lasciava trasparir nulla delle fatte considerazioni.