—Posso io salutare la signora Argellani?
—Oh, signor Percy, Ella può farlo certamente. Io non ho dimenticato i miei vecchi amici.
Ella aveva detto queste parole con tanta cortesia e insieme con tanta misuratezza, che nessuno degli iniziati ai pericolosi nascondimenti di quel dialogo, potè scorgervi ombra di seconde intenzioni. Le donne stesse, che pur capiscono tante cose, non capivano nulla di quella schietta urbanità, non potevano cavarne un costrutto. Ella non aveva premuto della voce su nessuna parola; quella sua risposta era stata una musica, un sorriso, ma senza affettatura, senza ostentazione di sorta.
—Ah!—disse alla sua vicina un tale che s'imputava a volerla indovinare.—La è sempre innamorata come prima. Non vedi quei ramoscelli di non ti scordar di me? L'Argellani è sempre stata quella dei simboli. La viene per riconquistare il Percy…..
—E ne verrà—a capo—rispose l'amica,—perchè la Bianca lo tiene da un pezzo sull'uscio, a morire dal freddo.—
In breve, passato di bocca in bocca, recato da un crocchio all'altro, fu quello il concetto universale. Percy stesso, senza saper nulla di que' ragionamenti, vedendosi così bene accolto da lei ed onorato di particolari discorsi, se pure non lo disse chiaramente a sè medesimo, certo ne adombrò in cuor suo e ne accarezzò quasi inconsapevolmente il pensiero.
La marchesa Bianca era in gran faccende pel ballo, ed egli ne fece suo profitto per rimanere da presso alla Luisa, non già solo con lei, ma di brigata con altri parecchi, i quali tenevano vivo il discorso.
In un intermezzo delle danze, il crocchio si accrebbe. Il duca di Marana si faceva presentare dalla padrona di casa alla signora Argellani. Era un bel giovine, il duca di Marana y Cuelva; forte di ricchezza e di nobiltà in un mondo nel quale non si pregiano che queste due cose; d'ingegno e di cognizioni svariate, che lo facevano amare dagli uomini assennati; di modi leggiadri e magnifici, che lo rendevano accetto alle donne. Se fosse uomo da lasciare il suo cuore in pegno, non era noto, e non si poteva ancora argomentarlo dal corteggiar che faceva la marchesa Bianca; ma io potrò parlarvene con più agio in un'altra storia, vera come questa, che mi farò a raccontarvi, se m'accorgerò che a questa facciate buon viso.
La presentazione del duca di Marana fu il colpo di grazia per gli ondeggiamenti del Percy. Ah, ah! pensò egli. Costui che corteggiava la Bianca, or viene a' piedi della Luisa!…. Ma qui non troverà certamente vanità di femmina da accarezzare.
E questo pensiero intanto accarezzava la sua. La Luisa, quella Luisa che egli aveva abbandonata per correr dietro alla marchesa Bianca, valeva ben più di costei, se l'adoratore novello della Roccanera disertava con armi e bagagli per venire nel campo della Argellani. Ora cotesto, meglio assai che le grazie evidenti della persona di Luisa, significò a lui l'efficacia di quella rinnovata bellezza, e lo fortificò nel suo folle proposito.