—Signora—disse il Marana, inchinandosi davanti alla Luisa,—io non mi sono fatto presentare a Vostra Mercede soltanto per ossequiarla, ma eziandio per iscrivere il mio nome nel suo libriccino, se egli c'è un foglietto bianco per me. Mi concede Ella l'onore di una contraddanza, o d'altro ballo che non abbia impromesso?

—Signor duca, io debbo, con mio grande rammarico, negarle questo nonnulla, come agli altri gentili cavalieri che me ne hanno richiesta. Son fresca di malattia, e non ardisco ancora provar le mie forze.

—Mi duole—soggiunse il Marana;—ma Vostra Mercede non avrà certamente negato a nessuno la grazia di rimanerle vicino.

—Oh questo poi no.—

Il duca di Marana si sedette presso a lei, pigliando il posto che gli offriva cortesemente un amico, e cominciò allora una gaia conversazione che non dovea garbar punto al Percy. Il cuore di costui pativa un'aspra battaglia, al vedere Luisa tanto cortese col giovine spagnuolo; la qual cosa lo conduceva all'amarissima considerazione che quella bellissima era stata sua, e che egli non era più nulla per lei, nè aveva più ragione a dolersi.

Luisa cionondimeno era sempre pari a sè stessa, e non faceva differenza tra lui e il Marana, od altri de' suoi ammiratori stretti a crocchio d'intorno al sofà sul quale essa stava adagiata. A lui spesso volgeva la parola amorevole, incuorandolo a parlare, ed egli notò che ella, avendo per caso a ragionare della marchesa Bianca, ne disse un gran bene, senza che dalle sue parole trapelasse pure un'ombra di rancore. Ma così fatto è il cuore dell'uomo, che perfino quelle schiette lodi tornavano amare al Percy, il quale avrebbe amato meglio scorgervi uno zinzino di gelosia.

Alla credenza, dove il duca di Marana la condusse, fu un vero trionfo per la donna gentile. Il ballo, quando ripigliò, ebbe a rimanere un po' fiacco, per la contumacia ostinata dei cavalieri. Sissignori, cotesto avvenne, contro tutte le buone creanze. Ognuno di que' vagheggini pensava che la sua assenza non avesse a far sconcio, e per tal modo ne rimasero una dozzina, a far le viste di satollarsi, ma nel fatto per non allontanarsi dal contemplare la regina della festa, che tale essa era stata salutata per acclamazione…. di votanti maschi, s'intende.

Luisa che si addiede di quella diserzione dal ballo, e non voleva po' poi farsi odiare oltre il bisogno dalle sue sorelle in Eva, fu costretta a mandare, con dolci esortazioni, parecchi de' suoi conoscenti nella sala delle danze.

Uno dei più renitenti ebbe l'impertinenza di rispondere, così forte che tutti potessero udirlo:

—Vado, signora, vado, ma solo perchè ella me lo comanda.—