Il cielo s'imbiancava man mano; poi di temperanze in temperanze, riusciva di un azzurro carico, simile a quelle dipinture cinesi, fatte di turchiniccio, a vaporosi contorni, una fusione insomma di cielo e di mare. Ma l'aurora dalle rosee dita, come l'hanno chiamata i classici, cominciava a spargere il suo color prediletto dal balzo d'oriente; i vapori si diradavano, le leggi della prospettiva incominciavano a trionfare. Le nuvole, allungate in cirri fantastici, risaltavano tinte di rosso sulla linea dell'orizzonte, donde emergevano, nereidi mattiniere, le isole e le coste del Tirreno.

L'Amerigo Vespucci, come la nave di Giasone, s'innoltrava baldanzoso in mezzo a quel risveglio di deità marine; ma Guido, ben diverso dagli argonauti, non vedeva nulla, nè splendori di cielo, nè luccicar d'onde guizzanti, nè variopinti sereni in lontananza. Tutto chiuso nella sua cupa tristezza, egli non badava a quella grandiosa veduta. Le maraviglie della natura, come quelle dell'arte, vogliono mente calma e serena; colui che ha l'anima oppressa, non dà retta alle esterne sensazioni, legge senza intendere, guarda senza vedere. Egli badò soltanto ad alcuni viaggiatori i quali uscivano dai camerini, per venire a godersi la prima frescura, e pensò che se gli altri uscivano, egli doveva andarsi a rinchiudere, poichè non voleva farsi scorgere, così rabbuffato e sciatto com'era.

Ma in quella che si alzava per scendere, vide comparire dall'orlo del cassero di poppa la testa del Giacomo, il quale saliva la scaletta per venire da lui.

—O come?—gridò il giardiniere, vedendo sulla persona di Laurenti e sul viso i segni della insonnia prolungata.—Non ha dormito, Vossignoria? Male, male! Se la va di questo passo quando saremo laggiù, non vuol durarla di molto.

—Tanto meglio, Giacomo, tanto meglio! La vita non franca davvero la spesa di essere vissuta. Ma vedete un po' che stupendo mattino!

Era il primo sguardo che Laurenti volgeva a quel risveglio della natura.

—Mattino! mattino! altro che mattino!.. borbottava tra i denti il giardiniere.

—Che paternostri dite voi ora?

—Oh, lo so io, quello che dico. Il viaggiare è assai bello, e contemplare il levar del sole piace anco ai cacciatori di pernici; ma sarebbe assai meglio dormire nelle ore del sonno. Se Domineddio ha fatto il giorno e la notte, gli è segno che ci aveva le sue gran ragioni.

—Che cosa volevate da me, Giacomo?