—Eh! io non ve le so dire le belle parole; dico acqua all'acqua, e non so come il vostro bel giardiniere battezzi quelli sconci animaletti che ci avete voi sulla persona, bella schifiltosa! Del resto sappiatelo: la dama per tutt'oggi non s'è vista, ed egli se ne strugge… ve lo so dir io, se ne strugge!
—Adesso, crepa di rabbia!—aggiunse mentalmente il geranio a guisa di perorazione, e si messe a dormire, contento come chi pensa d'aver fatto un'opera buona.
—Povero giovine!—mormorò la bella rosa di Torino, e reclinò pensierosa le sue foglioline.
VII.
Tre giorni passati a meditare di continuo su d'una cosa, la solitudine, che è potentissima esca ai vigorosi affetti, e più di tutto dieci anni di vita senza amore, avevano dato Laurenti in balia della passione, e così profondamente scolpita nel suo cuore la imagine della bella sconosciuta, da non poterla più cancellare.
Allorquando egli venne finalmente a pensare sulla natura de' suoi sentimenti, allorquando, rientrato un istante in sè medesimo, si addiede della gravezza del male, chiuse gli occhi e gridò: non è vero.
Non è vero! Frase presto detta; e intanto egli era sempre inteso a guardare la palazzina gialla e gli cuoceva di non veder più comparire quel bianco viso di donna.
Uno dei primi e dei più noti sintomi di quella affezione cardiaca che non è considerata in alcun trattato di patologia, ma che tutti conoscono, e molti conservano allo stato cronico, è il girandolare che si fa nei pressi di una certa abitazione. Si gira, si va, si viene, ma non si esce mai dai paraggi dell'Isola ignota; si bordeggia, si getta l'àncora in vista, come farebbe una fregata in crociera.
Un altro sintomo è quella curiosità di sapere un certo nome. Si adoperano, per soddisfarla, tutti i più sottili artifizi; si passeggia più volentieri coi ciceroni della cronaca cittadina; si stringe la mano con maggior piacere alle persone che hanno qualche attinenza colla Dea, ancora senza nome, e solo per farlo cascare, questo benedetto nome, a guisa di un diamante smarrito che si cerchi, tra i ritagli di una conversazione capricciosa.
E questi sintomi c'erano ambedue. Guido Laurenti, chi avesse voluto trovarlo, era in giardino, o per quella tal via che metteva alla palazzina, ma senza veder mai la bella innominata. Poi, di sera andava a teatro, in traccia di gente chiacchierina; ma senza cavarne un costrutto. E per vero, non avendo mai veduto la dama per via, nè in altro luogo di ritrovo, non sapeva da che parte incominciare, non poteva metter le mani su chi la conoscesse, o di persona, o di nome.