—Bravo, Beppo, corriamo, e alla bottega da caffè di San Martino ci sarà il pezzetto di zucchero.
Parole che il generoso animale dovette intendere per fermo, imperocchè raddoppiò di zelo e di lena, e dieci minuti dopo, era dinanzi alla bottega da caffè, per pigliarsi la sua mercede e una carezza del padrone.
Alla prima svolta della discesa, la veduta della città si offerse intiera agli occhi di Laurenti; ma egli non si curò che di un punto, il quale si scorgeva spiccatamente sulla costiera dell'anfiteatro, la palazzina gialla; la palazzina gialla che pareva sorridergli da lunge, con le gelosie spalancate.
—Oh, risanerà! risanerà!—esclamò egli, spingendo lo sguardo per quelle finestre.—Con questo bel sole, con questa mitezza di cielo, le rifioriranno i bei colori sul volto. Io farò di vederla…… le parlerò ad ogni costo. I mezzi non mancano, solo che si sappia cercarli….
Qui, egli non potè fare a meno di sorridere, pensando ai suoi mezzi famosi, e alla Camellia maculata Adhemari.
Questa cavalcata fu cagione che egli giungesse a casa tardissimo, che già era trascorsa l'ora consueta del pranzo. Ma egli non era mai stato gastronomo, e quel giorno poi, lo stesso Apicio, ne' suoi panni, non avrebbe badato alla tavola. Mangiò in fretta e quasi nulla, come tutte le persone turbate da un'improvvisa allegrezza e fu sollecito ad alzarsi.
Le disgrazie non vengono mai sole, e le venture vanno anch'esse appaiate. Quello doveva essere giorno di festa intiera, dappoichè la fortuna attendeva Guido Laurenti in giardino, dov'egli corse, appena ebbe mandato giù l'ultimo boccone.
Si assise nel suo posto prediletto; come Don Abbondio si messe le dita nel collare per poter dare una guardata a destra e a manca; ma non ebbe da compiere quella doppia voltata di testa, e rimase fermo a destra. Domineddio aveva fatto un miracolo per lui; la signora stava in giardino.
Ella era vestita come la prima volta che egli l'aveva veduta, e passeggiava per quel medesimo sentieruolo sabbioso, il quale, uscendo dal fitto delle magnolie, saliva costeggiando la prateria fino alla conserva delle piante esotiche a' piedi del muraglione. Il fidato giardiniere le veniva rispettosamente da fianco, additandole questa e quella delle zolle fiorite, e ragionandovi su, da quel sapiente uomo ch'egli era, e che i lettori conoscono. Ella guardava ma con aria distratta, dove il giardiniere voleva, e probabilmente gli dava retta del pari. Come fu giunta presso l'albero di pino, parve volesse fermarsi; ma cotesto non doveva entrare per fermo nei divisamenti del Giacomo, imperocchè le accennò la conserva, ed ella si ripose in viaggio, come chi non vuole fortemente una cosa, e si lascia guidare dal consiglio altrui.
Guido la vedeva giungere, con quel suo passo misurato e leggiero, che parea non toccasse la terra. Lo strascico della veste fluente conferiva maggior verità a quella illusione degli occhi. Egli allora aperse il suo Virgilio (benedetto Virgilio!) e fe' mostra di leggere; ma tra gli occhi suoi e il sommo della pagina correva una linea retta, che un matematico avrebbe potuto prolungare fino ai piedi della bellissima inferma.